Gesù è stato in India. Leggenda o realtà?

Gesù è stato in India. Leggenda o realtà?

 

Articolo in due minuti – Secondo alcuni studi Gesù sarebbe stato in India. 

Giunto in India attraverso la Via della Seta verso i 14 anni, avrebbe studiato il Buddhismo e lo yoga. Tornato in Palestina, sarebbe poi sfuggito alla crocifissione e avrebbe condotto il resto della sua esistenza in India.

In Kashmir esiste una tomba in cui è sepolto Yuz Asaf, un profeta che alcuni identificano con Gesù.

La radice del nome Gesù deriva da Ishvara, che è probabilmente anche la radice di Yuz Asaf, attraverso il termine buddhista “Bodhisattva“, che indica un illuminato in grado di prendere su di sé i peccati del mondo, con forti similitudini con la figura di Gesù. 

Alcuni studiosi hanno seguito le tracce di un certo Issa, un personaggio con molte caratteristiche simili a Gesù, di cui si parlerebbe in alcuni manoscritti conservati nei monasteri himalayani.

Anche maestri spirituali come Yogananda hanno sostenuto che Gesù sia stato in India, ma oggi non ci sono prove scientifiche in grado di documentare queste affermazioni.

 


 

Per approfondire – Nelle Sacre Scritture mancano 18 anni della vita di Gesù (i cosiddetti “Anni Perduti”). Il Vangelo di Luca racconta di Gesù che a 12 anni predica nel tempio, per riprendere poi la narrazione quando aveva 30 anni.

Cosa ha fatto e dove è stato in quegli anni?

Secondo alcuni studi Gesù sarebbe stato in India. Gesù da giovane avrebbe studiato presso gli Esseni, una comunità monastica, e poi, spinto da loro, avrebbe seguito la Via della Seta, arrivando in India verso i 14 anni. Qui avrebbe imparato a leggere i Veda e viaggiato per le città sante, tra le quali Benares e Bodhgaya.

Alcuni di questi studi affermano anche che i bramini non lo videro di buon occhio, perché Gesù era contrario al sistema delle caste. La ricerca della verità lo portò anche sull’Himalaya, dove conobbe il Buddhismo e ne adottò gli insegnamenti.

Praticò la meditazione e lo yoga, diventando un maestro illuminato. Poi, Gesù tornò in Palestina e, a differenza di quello che raccontano i Vangeli, sfuggì alla crocifissione e ritornò in India, dove visse fino a tarda età (circa 120 anni).

Alla sua morte sarebbe sepolto in Kashmir, lo Stato indiano più a nord, al confine con il Pakistan, precisamente nel quartiere Khanyar di Srinagar, la capitale. Qui infatti c’è la tomba di Yuz Asaf, un uomo che dedicò la sua intera vita alla ricerca della verità e che alcuni identificano con Gesù.

Alcuni di questi studi portano a testimonianza della loro tesi una riflessione sul nome di Gesù.

Yuz Asaf, il nome inciso sulla tomba che gli è stata attribuita in Kashmir, potrebbe derivare dalla parola Bodhisattva che, nel Buddhismo, significa “essere illuminato”.

Un Bodhisattva nutre amore incondizionato e compassione verso tutti gli esseri viventi e il suo scopo è salvarli dall’ignoranza.

Nella sua missione terrestre un Bodhisattva accetta di prendersi carico dei peccati altrui, grazie al suo amore infinito: ci sono quindi diverse similitudini con il Cristianesimo.

Nel Buddhismo esiste una figura precisa che incarna le massime qualità del Bodhisattva: Avalokiteshsvara. Questa parola deriva da Ishvara che vuol dire: “Il Signore creatore” e da ava lokita: “Colui che guarda con compassione il mondo”.

La radice del nome Gesù è Yshua/JHWH che ha origine dal sanscrito Ishva, abbreviazione di Ishvara. C’è quindi un legame, anche se solo etimologico, con il Buddhismo e con il personaggio sepolto in Kasmir.

Ma l’aspetto più controverso sono le testimonianze di un personaggio che potrebbe essere identificato con Gesù: nonostante non abbiamo prove scientifiche della sua esistenza storica, diversi studi – non ufficialmente riconosciuti dagli storici di oggi e dalla Chiesa – seguono le tracce di un monaco errante che viaggiò seguendo la Via della Seta fino all’India e venne sepolto poi a Srinagar, in Kashmir.

Sembra che in alcuni monasteri in Tibet e Kashmir siano stati rinvenuti diversi rotoli sui quali si racconta la storia di un giovane ricercatore della verità, chiamato Issa, giunto dalla Palestina e poi tornato nella sua terra per rivelare quanto appreso durante i suoi viaggi. Lì però fu frainteso e mal trattato.

Nel libro La vita di Gesù in India di Holger Kersten si racconta di un viaggiatore russo di nome Nicholas Notovitch, che nel 1894 scoprì questi rotoli tibetani nel monastero di Hemis in Ladakh.

Notovitch li trascrisse e diede vita al libro La vita sconosciuta di Gesù. Nel manoscritto di Notovitch possiamo leggere che “Issa si allontanò in segreto dalla casa di suo padre, lasciò Gerusalemme e si mise in viaggio con una compagnia di mercanti alla volta di Sindh (India), con l’obiettivo di perfezionarsi nella conoscenza della Parola di Dio e nello studio delle leggi dei grandi Buddha”.

Successivamente Max Müller, un orientalista tedesco (che mai era stato in India) accusò Notovitch, attraverso un articolo sul giornale inglese The Nineteenth Century, di aver falsificato i documenti e così fece anche nel 1896 J. Archibald Douglas, professore di inglese ad Agra.

Douglas, al contrario di Müller, andò al monastero di Hemis. Qui non trovò le scritture portate alla luce da Notovitch, anche se questo non significa che non siano esistite.

Ma la ricerca della storia di Issa continuò. Nicholas Roerich, archeologo e antropologo russo, durante una spedizione in India e in Tibet, a metà degli anni Venti del Novecento, ebbe tra le mani dei manoscritti molto antichi che consultò e si prodigò di trascrivere. Anche questi testimonierebbero il passaggio di Issa.

Lo stesso Nicholas Roerich riferì anche di esser venuto in contatto con diverse leggende diffuse in quel territorio che raccontavano di un profeta proveniente dalla Palestina.

Anche secondo Paramahansa Yogananda, lo yogi che ebbe molto successo in occidente, Gesù si recò in India. Nel suo libro Lo Yoga di Gesù, parla di un soggiorno “tra i pandit induisti, i monaci buddhisti e in particolar modo i grandi maestri dello yoga, dai quali Gesù fu iniziato alla scienza esoterica dell’unione con Dio attraverso la meditazione”.

Per rispondere quindi alla domanda iniziale “Gesù è stato in India: leggenda o realtà?”, possiamo concludere secondo gli storici ufficiali e la Chiesa la risposta è negativa. Secondo questi, Gesù avrebbe lavorato come falegname o carpentiere in Galilea prima dell’inizio della sua attività pubblica.

Secondo fonti alternative, invece,  sarebbe passato dall’India un personaggio che ha diverse similitudini con Gesù.

Sul cristianesimo in India, leggi: Caste, Cristianesimo, India e Politica


Immagine tratta da atrogems.com

Fonti utilizzate:

Articolo “Impronte di Gesù” da eremonedizioni.it

“La Vita di Gesù in India” di Holger Kersten

 

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