Articolo in 2 minuti – L’ora di yoga in palestra è ormai diventata prassi nel mondo occidentale.

Saluto al sole, posizione del cane, posizione del cobra sono solo alcuni degli esercizi ripetuti roboticamente tra una pausa pranzo e un meeting di lavoro.

Che tu sia a Londra o in un piccolo paese di collina in Toscana, non v’è dubbio, troverai un corso di yoga disponibile.

Ma quanti di noi sanno cosa significa e com’è stato originariamente concepito lo yoga?

Trend ormai in voga non più solo tra coloro che elogiano i privilegi di una vita sana, la pratica dello yoga sembra spesso ridursi a un’attività fisica da svolgere in palestra.

Ma l’India, sua terra natìa, ci insegna che spesso ne cogliamo il verso sbagliato.

 


 

Per approfondire – La pratica dello yoga, una delle maggiori esportazioni dell’India, è ormai un fenomeno di massa.

I grandi imprenditori dello yoga aprono studi in franchising, inventano loghi e offrono pratiche con esotici nomi orientali, viaggi di piacere, centri benessere e seminari sulla spiritualità orientale.

Nonostante si tenti spesso di combinare gli allenamenti con insegnamenti su meditazione e tecniche curative, l’essenza dell’antica tradizione yogica, chiamata in sanscrito Yoga-Sūtra, viene spesso persa.

Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza sulla natura dello yoga.

 

Quando e dove è nato esattamente lo yoga?

Nonostante la controversia sull’esatta età dello yoga, si può affermare che abbia più di duemila anni.

Per sopravvivere a un arco temporale così ampio, lo yoga è stato reinventato assumendo diverse forme nei vari periodi storici. Si spiega così l’esistenza delle infinite versioni e visioni che tutt’oggi lo compongono.

L’origine dello yoga risiede nei Veda, antichi testi che costituiscono le fondamenta dell’induismo.

Per approfondire sulle origini e i vari tipi di yoga leggi: cos’è lo yoga

 

Chi è stato il primo ad avere teorizzato lo yoga inteso come dottrina filosofica?

Patanjali, filosofo indiano la cui esistenza stessa è messa in dubbio da alcuni studiosi, sarebbe l’autore di un’opera scritta prettamente filosofica sullo yoga, lo Yoga Sūtra. Anche in questo caso le stime temporali divergono: le più accreditate lo collocano tra il 100 a.C. e 500 d.C.

Il sistema filosofico di Patanjali concepisce lo Yoga come un percorso etico-spirituale di otto elementi: yama e niyama (limitazioni e osservanze), asana (posture), pranayama (controllo del respiro), pratyahara (ritiro dei sensi), dharana (concentrazione), dhyana (meditazione), samadhi (contemplazione pura).

 

Qual è dunque il fondamento dello yoga, così come conosciuto all’epoca?

La filosofia yogica è legata al dharma, concetto chiave nell’induismo. Parola sanscrita, presente anche in altre religioni o sistemi filosofici asiatici, si traduce spesso con “legge”, “dovere universale”. Uno dei significati di dharma nell’induismo è “il comportamento o i comportamenti che sono in linea con l’ordine universale”.

Per raggiungere la piena realizzazione di sé e la liberazione, l’uomo deve seguire un percorso spirituale ben preciso: per alcuni, lo yoga sarebbe d’aiuto lungo questo percorso, per altri, invece, lo yoga sarebbe proprio uno di questi percorsi da seguire.

 

Cosa si propone lo yoga?

Idealmente, gli uomini dovrebbero essere in grado di accettare i propri compiti terreni in quanto rappresentano il mezzo per l’elevazione spirituale.

Il fine ultimo dello yoga è la comprensione della realtà così com’è e non come è percepita dall’uomo. La mente è uno strumento indispensabile in questo cammino. Insieme alla mente ci sono altri elementi che aiutano a raggiungere tale scopo, come una dieta appropriata e l’allenamento fisico.

Obiettivo dello yoga è quello di raggiungere uno stato di concentrazione massima così che la mente, centro del pensiero, sia libera da ogni condizionamento, quasi in stand-by.

Qualora lo yogi (colui che pratica yoga) riesca nel suo intento di distaccare la mente dal suo perpetuo lavorio, potrà raggiungere il samsara, la liberazione.

Questo breve viaggio attraverso la storia e la filosofia testimonia come lo yoga “commerciale” non sia altro che una bella storiella adattata a nostro piacimento.

Il concetto dello yoga piace tanto a noi occidentali perché sembra rappresentare una sorta di congiunzione tra scienza e religione, razionalità e misticismo.

Ci dà benessere perché è un percorso di purificazione interiore del corpo, tramite tecniche di respirazione e posture, che consente di accedere a un profondo contatto con se stessi: ecco come anche dopo la prima seduta ci si senta più sollevati, più leggeri.

Lo yoga che noi conosciamo tuttavia non è altro che una reinvenzione della pratica orientale indiana, che quindi rischia, se già non lo è, di essere inquinata dalle tendenze New Age.

Ai vari tipi di yoga “storici”, sono state aggiunte nuove definizioni in base alle esigenze dei suoi “mentori”, che hanno snaturato una filosofia millenaria trasformandola in puro business.

Troppi di noi sono però ignari del fatto che lo yoga è uno stile di vita che richiederebbe, insieme a dedizione e impegno costante, anche un’autentica pratica spirituale.

Concepirlo come un’attività fisica, per rilassarsi su un materassino un paio d’ore a settimana non consente automaticamente l’accesso alla spiritualità.

Diffidate perciò dai troppi imitatori.

Intanto, Patanjali si starà rivoltando nella sua tomba.

 


Immagine tratta da sallang.com