L’India è da millenni la culla della meditazione e dello yoga e spesso un viaggio in India viene associato alla ricerca spirituale.

Molti viaggiatori partono alla volta del subcontinente alla scoperta di se stessi, con l’intenzione di rispondere ai grandi interrogativi dell’esistenza.

Ma è davvero così? È possibile trovare se stessi con un viaggio in India?


 

Nell’immaginario collettivo la parola India viene spesso associata alla ricerca spirituale.

Non a caso la meditazione è praticata in India da millenni. Lei, la grande mamma India, ha visto nascere tra le sue braccia maestri spirituali come Krishnamurti, Osho, Yogananda, Ramana Maharshi, Aurobindo, Amma.

In molti acquistano un biglietto, talvolta di sola andata, pensando di intraprendere un viaggio di ricerca spirituale per rispondere ai grandi dubbi esistenziali.

“Chi sono io?” è la domanda a cui cercano una risposta, possibilmente definitiva.

Ma è davvero così? No e sì.

Se si parte alla volta dell’India con l’intenzione di perdere il proprio ego per scoprire se stessi, può star certi che la ricerca spirituale non ha nulla a che fare con un luogo del mondo in particolare.

Ogni luogo e ogni situazione è perfetta per conoscere se stessi.

Il risveglio può accadere infatti anche stendendo i panni sul terrazzo di casa propria.

In tal caso la risposta è no.

D’altra parte, è anche vero che in India la mente occidentale non trova assolutamente nulla a cui appigliarsi: ogni cosa funziona in modo totalmente diverso dall’Europa, e probabilmente anche dal resto del mondo.

L’India si trova su una frequenza totalmente diversa rispetto agli altri Paesi. Una frequenza tutta sua.

Chi è stato in India almeno una volta lo sa: è impossibile riuscire a trasmettere ad amici e parenti l’esperienza vissuta. Nonostante le fotografie e i racconti, l’atmosfera indiana non può essere mai completamente capita se non è sperimentata in prima persona.

L’India, se glielo permetti, penetra all’interno di ogni tua cellula cambiandoti per sempre. O meglio, ti avvicina più alla tua essenza.

In tal caso la risposta è sì.

Il segreto di un viaggio in India consiste nel permettere alla mente di riposare (i modi di pensare occidentali non funzionano) e nel lasciarsi andare al flusso degli eventi, pur rimanendo consapevoli.

Se si cerca di resistere e controllare razionalmente quello che accade, il rischio è quello di trovare solo ostacoli sul cammino. Il solo viaggiare in India può essere paragonato a una meditazione attiva, in movimento.

In conclusione si può dire quindi che non c’è una risposta universale: tutto dipende da che cosa ognuno intende per ricerca spirituale e che cosa si aspetta da essa.

Ricerca può significare anche lasciare aperta la possibilità di scoprire l’inaspettato: in questo l’India è una maestra.

Ricerca spirituale può voler dire anche lasciare aperta la possibilità di demolire quello che secondo noi è la ricerca, fino a non aver bisogno di cercare nulla perché si accetta la vita per quello che è, con amore incondizionato.

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Foto di Matteo Benegiamo