Articolo in 2 minuti – Nonostante il paese abbia attraversato una grande fase di modernizzazione che ha portato a una reinterpretazione di pratiche e valori tradizionali tanto apprezzati in Occidente, India e meditazione continuano a formare un binomio vincente nell’immaginario di buona parte degli appassionati di Oriente, filosofia e spiritualità.

Tra le varie tecniche meditative che si sono affermate in India e che hanno riscosso più successo oltre oceano, ricordiamo la Meditazione Trascendentale o MT, introdotta nel 1958 dal maestro indiano Maharishi Mahesh Yogi.

A Nuova Delhi sono diversi i centri in cui trovare una guida per l’apprendimento di tale tecnica che, se praticata con costanza, può indurre a un netto miglioramento, se non radicale cambiamento, della qualità della propria esistenza.

 


 

Per approfondire – La Meditazione Trascendentale non è una religione né tanto meno una filosofia, bensì un metodo che mira ad aumentare il benessere fisico e psicologico dell’individuo e in questo modo a rettificare il modo in cui organizzare ed esperire la propria vita.

Fu introdotta in India dal maestro indiano Maharishi Mahesh Yogi intorno al 1958. Originario delle regioni Himalayane, trascorse 13 anni con uno dei più importanti maestri vedici del suo tempo, apprendendo l’essenza della meditazione: non forzare la mente in alcun modo al raggiungimento della quiete e del silenzio interiore, bensì indurla a “tornare a casa” per scoprire il proprio potere infinito.

Resa famosa dal soggiorno dei Beatles nel 1968 nell’ashram di Maharishi situato a Rishikesh, e poi supportata e praticata da circa quarant’anni dal regista americano David Lynch, la sua popolarità consiste nella semplicità di esecuzione nonché nell’assecondare il processo riflessivo e creativo della mente, senza alcuno sforzo.

Questa tecnica non si basa sulla concentrazione o sul classico meditare, ma sul portare la mente a trascendere (cioè, ad andare oltre) ogni attività cognitiva e raggiungere la sorgente stessa del pensiero. In questo modo si entrerebbe in quello che Maharishi chiama “il quarto stato di coscienza” (diverso da sonno, sogno e veglia), che fornisce al corpo e alla mente un riposo profondo, rinnovandone le energie.

Forzare la mente è controproducente: l’unico modo per sperimentare una realtà interiore di pura felicità non può che essere naturale. Si ha solo bisogno di dirigere la mente nella direzione giusta e permetterle di portare a compimento l’intero processo. La tecnica, che serve a favorire il percorso mentale verso la sorgente del pensiero, viene rivelata soltanto attraverso l’insegnamento, orale e individuale, impartito da un insegnante formato da Maharishi Mahesh in persona.

Il corso dura in media sei giorni; dopodiché la meditazione deve essere praticata due volte al giorno per venti minuti, stando seduti con gli occhi chiusi e utilizzando come strumento un suono mentale (o mantra), secondo le istruzioni dell’insegnante. Questo mantra è del tutto personale e viene assegnato a ogni praticante durante una cerimonia che onora Maharishi e la saggezza ricevuta dai sacri Veda; esso non ha alcun significato ma, tramite la sua ripetizione mentale, induce uno stato di silenzio totale. È dunque un mezzo da utilizzare, senza alcuna forma di attaccamento, per raggiungere lo stato di rilassamento e pulizia della mente tanto agognato dagli adepti meditanti.

Il maggior contributo di Maharishi venne quando riuscì non solo a strutturare la tecnica, ma anche a formare gli insegnanti, per permetter loro di insegnare correttamente la tecnica di Meditazione Trascendentale. La storia ci dimostra che è stato difficile insegnare la tecnica in modo perfetto, in modo da renderla completamente naturale e priva di sforzo. L’esperienza naturale è molto sottile e personale, richiede l’attenta guida di un insegnante in possesso dell’esperienza necessaria (ed è per questo che la MT non può essere appresa sui libri).

La formazione per diventare insegnante di MT richiede la frequenza di un corso a tempo pieno di circa sei mesi. Maharishi ha formato più di 40.000 insegnanti di MT in tutto il mondo e, ad oggi, si registrano più di sei milioni di praticanti.

Tra gli innumerevoli curiosi che l’hanno provata ci sono anch’io: combattuta tra scetticismo e ammirazione per una tradizione tanto antica che promette benefici notevoli e immediati, mi sono sottoposta a un corso di MT in uno dei centri di Nuova Delhi. E’ stata un’esperienza davvero interessante, a tu per tu con un simpatico omino di mezza età, che mi ha dedicato ogni giorno un paio di ore per infondermi l’ABC del pensiero di Maharishi e, in seguito, meditare con me e analizzare le mie reazioni ed esperienze.

Nulla di commerciale in tutto questo, a differenza di ciò cui la meditazione trascendentale sta andando incontro in Occidente, complice l’interesse per tutto quello che proviene dall’Oriente e la partecipazione acritica a panacee mentali di qualsiasi pratica che contenga la parola “meditazione”.

A livello di costo (davvero basso), preparazione dell’insegnante, struttura spartana del centro, disponibilità dello staff, credo di poter asserire la mia piena soddisfazione di questa esperienza introspettiva! La parte più difficile viene quando, da soli, bisogna con costanza continuare a praticare quotidianamente la tecnica meditativa appresa.

Secondo i seguaci di tale tecnica, la MT risulterebbe facile da apprendere, piacevole da praticare e influenzerebbe immediatamente tutti gli aspetti della vita, perché va alla fonte di tutta la vita. Questo è ciò che la meditazione vera e propria dovrebbe essere: molto più di un semplice rilassamento, un ritorno a se stessi e a scoprire la propria vera natura.

Nel corso degli ultimi 50 anni Maharishi ha riportato in vita altri numerosi metodi tratti dalle Scritture Vediche (una delle più antiche tradizioni del mondo) per riportarci in contatto con noi stessi, portandoli all’attenzione del mondo, come ad esempio l’Ayurveda.

Nel 2000 ha fondato un’organizzazione globale per rendere più disponibile sia questa conoscenza che la tecnica. Nel 2005 David Lynch ha fondato la “David Lynch Foundation” che offre un sostegno finanziario per insegnare la tecnica della Meditazione Trascendentale a coloro che ne hanno più bisogno. Da allora la Fondazione ha portato la Meditazione Trascendentale a oltre 250.000 studenti, veterani di guerra, prigionieri e persone affette da disturbi del comportamento in tutto il mondo.

Più di dieci studi indipendenti condotti negli ultimi 40 anni hanno dimostrato la grande efficacia della Meditazione Trascendentale. Secondo tali studi tra i vari benefici fisici ed emotivi che la pratica della meditazione trascendentale porta, vi sono: un miglioramento significativo del proprio potere relazionale con gli altri, la diminuzione del livello di stress, ansia e di crisi emotive; la capacità di raggiungere un livello di riposo di gran lunga maggiore di quello che si ottiene dopo 8 ore di sonno ristoratore; il miglioramento di un buon numero di disturbi cronici e, ancora più importante, la possibilità di prevenire la maggior parte di quei problemi fisici che con l’invecchiamento e uno stile di vita sedentario potrebbero presentarsi.

Ovvio che non si tratterebbe di magia bensì di un lavoro su se stessi che, partendo dall’apprendimento di una tecnica meditativa, richiede pur sempre una pratica costante e un intenso lavoro su se stessi.

Interessante è anche il fatto che la MT sia considerata un valido aiuto nello sviluppo del proprio potenziale creativo e intellettivo, portando, come alcune ricerche riportano, a un incremento del proprio QI, altrimenti non modificabile dopo i 18-20 anni d’età. Ragione per cui  numerose risultano le personalità artistiche che hanno integrato questa tecnica nella propria routine quotidiana.

Non ancora convinti a provarla? Fate come i Beatles e volate in India, paese di origine di una tecnica meditativa semplice da apprendere e praticare, efficace nei risultati e affascinante per i benefici che promette di risvegliare. AUM!

 


Immagine tratta da: ultimateclassicrock.com