Partita per l’India per seguire il marito, Michela ci racconta con il suo stile ironico e pungente come sopravvivere alla nostalgia dell’Italia.

Michela Zorzi, in India (a Pune) dal 2013, è appassionata di yoga, lavora come volontaria in un orfanotrofio, scrive in un blog in cui parla delle sue disavventure indiane, dello shock culturale e di come sopravvivere in questo Paese.

L’articolo originale è tratto dal suo blog Sopravvivere in India ed è disponibile a questo indirizzo.


Chi mi conosce sa che amo l’Italia, la difendo e la amo veramente, non credo ci sia paese più bello in cui vivere.

In Italia hai tutto, il mare o la montagna sono a portata di mano, non è un paese sovrappopolato, il cibo è il migliore del mondo e questo non lo dico io, lo sanno tutti.

Difendo sempre anche gli italiani, anche se a volte sono indifendibili, ma il mio amore verso un paese e un popolo che tanti bistrattano è troppo grande.

Alle volte però, con i miei paesani, ho dei problemi nel farmi capire.

Come glielo spieghi al ragazzetto o al vecchio che è mai uscito dall’Italia che appena esci dal bel paese il mondo è un posto cattivo, ma cattivo veramente.

Ci sono persone che mangiano la pizza con abbinamenti che farebbero rabbrividire chiunque, pizza al pollo, pizza all’ananas, pizza pollo e ananas, pizza al chilly, pizza spinaci, chilly pollo e ananas.

Una sera ho mangiato delle orecchiette alle verdure, in cui le orecchiette erano talmente scotte che sembravano la pastina del brodo, le verdure sembravano quelle che servivano a mia nonna in ospedale, bollite e mollicce. In sostanza il piatto era una merda verde, che assomigliava ad un brodo di pollo con l’aggiunta di un po’ di erba di prato. Costo: quindici euro.

Come glielo spieghi a tuo zio che in Italia, se hai caldo, puoi mangiare un gelato seduto nella piazzetta del paese.

Il gelato avrà un sapore di GELATO, non di cubo di ghiaccio di merda con l’aggiunta di sciroppo super dolce che ti farà morire di diabete.

Come glielo spieghi alla tizia che per sbaglio è diventata tua parente che NO, i problemi dell’India non sono SOLO legati alla burocrazia, qui devi tener conto anche del sovraffollamento, delle caste e dell’analfabetismo.

Quindi no, non puoi dire che l’Italia è simile all’India. Tu non hai mai visto una corruzione come questa, non sai cosa significa girare per strada e sapere per certo che se quello stronzo fa di nuovo lo stronzo, tu non ti devi lamentare, perché sei straniera, quindi non avrai mai ragione.

Come faccio a spiegare alla vicina di casa di mia zia che, in Italia, se ti svegli e vuoi andare al mare, semplicemente vai. Prendi la tua macchina, carichi il pic nic e ci vai.

Qua no, qua se vuoi andare al mare devi farti dieci ore di macchina, e te le consiglio.

Il pranzo non sarà a base di rustichella dell’autogrill ma sarà una sbobba incolore al gusto di coriandolo, e sarà buonissima perché la mangi con la consapevolezza che più in là c’è un ristorante circondato dalle mosche, quindi o va bene così o va bene così.

Come fai a spiegare alla cassiera che ti dice “beata te che te ne sei andata”, che sì, grazie al cielo che me ne sono andata, ma solo perché ho capito quanto sia bello il mio paesino, dove tutto è più semplice.

Come spieghi a tua nonna cosa significa andare a fare la spesa e non trovare NIENTE? Poi torni a casa e hai un uomo di cento chili da sfamare, e lo devi fare perché la tua amica napoletana ha detto “che razza di moglie sei se non cucini”, ed io veramente voglio imparare a diventare una cazzo di moglie perbene, ma come fai se il supermercato è sempre vuoto?

Come glielo spieghi a quelli che si odiano, in fila alle poste, che aspettare mezzora, per noi in India, è un lusso. “Quanto hai aspettato?” “Pochissimo, solo quaranta minuti”.

Il tempo qua è dilatato, sembra che nessuno abbia fretta, per carità è fighissimo, anche noi italiani dovremmo calmarci, dovremmo capire che la vita è una e bla bla bla… ma come puoi stare calma se a casa hai la cena in forno, ti manca una mozzarella ma devi girare tre supermercati per trovarla? Devo fare la parmigiana, sennò l’altro divorzia.

Come spieghi ai tuoi concittadini la gioia del sedersi al bar e non fare assolutamente un cazzo se non sentire sempre le solite cose, i vecchi che sono sempre più vecchi, i giovani che non sono più quelli di una volta. Il tipo che ruba, l’immigrato maledetto e passami un po’ di vino che mi sento disidratato.

Come fai? Come glielo spieghi?

Posso descrivergliela l’India ai miei paesani, posso provare a fargliela capire. Posso dirgli che in India c’è tanto da fare, ci sono posti bellissimi da scoprire, gente nuova da conoscere, odori e colori che non dimenticheranno mai. Ma la nostalgia di casa come si spiega?

Come fai a fargli capire che ti manca tornare a casa e trovare gli gnocchi fatti da tua nonna, le uova delle tue galline, guardare la strada e non vederci nessuno. Il profumo delle brioche fresche e non di quelle che trovi qua che sanno di burro, io parlo di quelle vere, quelle del bar vicino a casa tua.

Come la spieghi quella nostalgia che ti prende quando guardi una foto e sai di essere distante? E non solo nel tempo ma anche nello spazio.

Come rispondi a tutti i commenti del tipo, “e vabbè, però, l’Italia, ormai”. E riprenditela sta Italia, che fa molto slogan leghista ma di leghista c’è ben poco.

Come la spieghi quella sensazione, quando sai di appartenere ad un posto magnifico e nessuno lo valorizza.

Come lo spieghi?


Foto tratta da http://www.lastampa.it/2017/02/22/esteri/vieterei-lananas-sulla-pizza-bufera-sul-presidente-islandese-costretto-a-scusarsi-F3dCVmBgkdWexciWEmr9pK/pagina.html