Shantaram è uno dei romanzi contemporanei più famosi ambientati in India, raccontata con gli occhi di un occidentale che ci giunge in maniera inusuale: fuggitivo da un carcere australiano.

Giunto a Mumbay, il protagonista vive in una baraccopoli dove apre un piccolo ambulatorio, entra a far parte della mafia locale, ricasca nella trappola dell’eroina, finisce nuovamente in prigione e va poi a combattere in Afghanistan con i mujaheddin contro l’invasione sovietica.

Un romanzo che ha appassionato migliaia di persone per l’universalità delle tematiche trattate – amore, libertà, fragilità umane – e che è diventato un vero proprio cult.

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Chiudete gli occhi ed inspirate. Shantaram vi accenderà una luce.

Ma non sarà una folgorazione, bensì rappresenterà la scintilla che si insinuerà nella vostra mente e vi porterà a porvi molti interrogativi.

“Ogni battito del cuore di un uomo è un universo di possibilità.”

Con questa frase chiave, l’autore ci apre il finale del suo romanzo autobiografico.

Una tra le tante citazioni, con cui si potrebbe racchiudere il senso delle esperienze maturate da Roberts durante la sua permanenza in India: puoi cambiare la tua vita con un pensiero, con un solo gesto d’amore.

Un matrimonio fallito ed una famiglia che probabilmente non rivedrà più. La prima rapina a 25 anni. Ideali soffocati nell’eroina. A 26 anni arriva in carcere, dove dovrà scontare una pena di 19 anni. Ma non ce la fa, e riesce a fuggire in pieno giorno.

Inseguito da un fantasma nero, la coscienza del passato, arriva in India.

Lì acquisirà una nuova identitàFarà denaro e nuove conoscenze, alcune delle quali lo porteranno ad entrare nel giro della mafia di Bombay; a vivere in uno slum, una baraccopoli, dove darà vita ad un piccolo ospedale; e a partecipare ad una guerra in Afghanistan.

Una storia intensa, che ci coinvolge non solo come lettori, ma specialmente come uomini sotto lo stesso cielo.

Un romanzo cui l’autore ha affermato di aver scritto aggiungendo molti elementi di fantasia. E in effetti, leggendolo, si può avere l’impressione che sia forse “troppo” per il vissuto di un uomo, per raccontarlo in un libro solo.

O forse anche troppo per riuscire ad assimilare al meglio il senso di ogni esperienza, il messaggio di G. Roberts qualora vi sia. Tuttavia, nonostante le lunghe descrizioni e l’intensità degli episodi, si riesce ad entrare nel cuore del libro facilmente.

Un tomo da quasi 1200 pagine che può spaventare, ma che già dalle prime pagine ci inghiottisce in un universo di ragioni. La vita, la morte. L’odio e il perdono. Possedere beni materiali, o rapporti personali.

Tutto, causa di una continua ricerca della vera libertà, quella che ti svincola dalle catene dell’anima.

E sembrerà banale, forse scontato, ma è sempre l’amore a salvarti da ogni ombra che ti insegue incollata ai tuoi piedi.

E sarà proprio attraverso l’amore, le vicissitudini ed i mostri del passato che attanagliano Roberts, che anche noi faremo il nostro percorso interiore. E diventeremo “Shantaram”, uomini della pace di Dio.

A volte ci ritroveremo, a volte ci perderemo.

Solo. Ricordiamoci di essere noi stessi i detentori di ciò che costituisce la differenza tra fato e fortuna: il libero arbitrio (o la volontà).

 


 

Valutazione: 9/10

Essere noi. Trovarsi cambiati. In mezzo, un libro.

Da leggere, assolutamente.

 


 

Gregory David Roberts, “Shantaram”, Neri Pozza 2006

ISBN 88-545-0057-7

( Edizione originale “Shantaram”, 2003)

Traduzione italiana di Vincenzo Mingiardi

Genere: Romanzo

Euro 23,00

1174 pp.

 


 

G.D. Roberts nasce a Melbourne nel Giugno del 1952.

Scrittore australiano, ex leader del movimento studentesco del 1972, sino al 1975. In seguito ad un matrimonio fallimentare, diventa tossicodipendente e successivamente viene incarcerato per rapina. Scappato di prigione, giunge a Bombay, dove entrerà nel giro della mafia e successivamente partirà per l’Afghanistan, laddove combatterà tra gli islamici. Nel 1990 viene arrestato in Germania, a Francoforte, e successivamente estradato nel carcere australiano.

Comincia a scrivere “Shantaram” durante 6 anni di carcere, ma il lavoro gli viene sottratto ben due volte.

Lo scrittore conserva ancora le pagine salvate della prima stesura in carcere.

I diritti cinematografici del libro sono stati acquistati dall’attore Johnny Depp.

 


Immagine dell’autrice