Kiran Nagarkar è uno scrittore indiano che scrive sia in inglese sia in marathi. Curiosamente, iniziò il suo romanzo Ravan & Eddie in marathi negli anni Settanta, e lo riprese solo nel 1991, per pubblicarlo poi in inglese.

Il romanzo racconta la storia di due bambini, uno cristiano e l’altro indù: nonostante vivano a pochi passi uno dall’altro, le loro vite sono separate dalle divisioni religiose della comunità in cui abitano.


Ravan ed Eddie. Due bambini cresciuti a pochi passi l’uno dall’altro, nello stesso chawl, condominio popolare brulicante di persone nella Bombay degli anni Cinquanta, ma divisi fin dalla nascita. Divisi dalla linea che passa fra il quarto e il quinto piano, la linea che separa gli indù dai cattolici.

Ma soprattutto divisi dall’incidente raccontato nel memorabile incipit del libro: Ravan, ancora neonato, diventa “l’assassino” del padre di Eddie proprio lo stesso giorno in cui Eddie nasce. Più avanti, Ravan (induista) viene cacciato dalla Sabha, covo di estremisti indù, lo stesso giorno in cui Eddie (cattolico) vi entra, accolto a braccia aperte da Guruji e dalla promessa di una stilografica.

Ravan inizia a prendere lezioni di tae kwon do, mentre Eddie legge le storie del Mahabarata di nascosto dalla madre, che quando lo scopre trascina l’idolatra in chiesa per farlo esorcizzare.
Il film preferito di Ravan è Dil Deke Dekho, quello di Eddie Rock around the clock. Entrambi vedranno i loro film preferiti decine di volte, ruberanno per pagarsi il biglietto, ma non si incontreranno neanche sulla strada del cinema.

E intorno alle loro vite parellele, dall’infanzia fino alla giovinezza, conosciamo gli abitanti del chawl, che nel loro microcosmo sembrano rappresentare la vita, l’atmosfera e i problemi dell’intera città di Bombay. Prima di tutto le loro madri, presenze fondamentali delle loro vite parallele, visto che il padre di Eddie è morto e quello di Ravan è uno sfaccendato la cui unica attività è passare dal letto alla poltrona.

E poi i vicini, divisi dalle diverse tradizioni cattoliche o indù, dalle diverse abitudini per quanto riguarda l’uso dei bagni, gli indumenti, le festività e le lingue (i cattolici parlano inglese e konkani, visto che vengono dall’ancora portoghese Goa, gli indù il marathi), tanto che “si può dire a occhio se uno è cattolico o indù”, come se ce l’avessero scritto in fronte.

Lo stile di Kiran Nagarkar è ciò che rende speciale Ravan & Eddie: i toni del libro infatti sono quelli scanzonati, picareschi, divertenti, ironici di due ragazzini che odiano i compiti e che vogliono giocare con gli aquiloni. Con tutti i voli onirici, strampalati e iperbolici tipici della fantasia di due bambini che a poco a poco diventano grandi e che riescono a farci sorridere anche quando l’inquietudine e il dolore della vita si impossessano di questi due adorabili diavoletti.


Kiran Nagarkar è nato a Mumbai nel 1942 ed è romanziere, drammaturgo e sceneggiatore. Scrive sia in marathi che in inglese. Il suo terzo romanzo, Cuckold (1997), ha ottenuto il più alto riconoscimento dell’Accademia letteraria indiana, il Sahitya Academy Award. In Italia è stato pubblicato anche il suo romanzo, Piccolo soldato di Dio.

Consigliato a chi ama i romanzi incentrati sui bambini, con anche una serie di personaggi strampalati; e a chi ama un tocco di ironia anche per parlare delle tematiche più serie.

Kiran Nagarkar, Ravan & Eddie, Metropoli d’Asia, 2009

Edizione originale: Ravan & Eddie, 1994

Traduzione di Gioia Guerzoni

320 pagg., 14,50 euro

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