Articolo in due minutiNavaratri è la festa hindu dedicata a Durga, la Dea Madre, l’energia femminile, la Shakti che tutto sottende e trasforma.

La parola Navaratri proviene dal sanscrito Nava nove e Ratri notti, e indica le nove notti durante le quali si celebrano le nove forme della Dea.

Il decimo giorno è chiamato Vijayadashami o Dussehra e rappresenta la vittoria del Sé, il risveglio dell’individuo dopo la lotta contro i propri demoni, attraverso la conoscenza.

Navaratri viene celebrata con fervore e devozione non solo in tutta l’India, ma anche in molte parti del mondo.

 


 

Per approfondire – Il culto della Shakti, o energia femminile, o dea madre, sembra risalire alla preistoria, precedente l’era vedica.

Un intero capitolo del Rgveda (una delle quattro suddivisioni canoniche dei Veda) tratta delle sadhana devozionali di Shakti e lo stesso Krishna, nel poema epico Mahabharata, adora la Divinità per propiziarsi la vittoria dei Pandava (i figli di Pandu nel Mahabharata).

Per saperne di più sul Mahabharata, leggi “Mahabharata e Ramayana, l’epica ai tempi della tv

Nelle Scritture, in particolare nei Purana e nei Dharma-shastra, sono menzionate due Navaratri: la Vasantanavaratri e la Sharanganavaratri rispettivamente in primavera e in autunno. La più popolare è però la seconda che si celebra nei primi dieci giorni di luna crescente del mese di Asvin, tra settembre e ottobre.

Navaratri commemora la Vittoria di Durga su Mahishasura, il demone a testa di bufalo e rappresenta simbolicamente la vittoria del bene sul male, della Coscienza sull’Ego.

In molte parti dell’India settentrionale la festa di Navaratri è celebrata anche come Ramalila, per celebrare la vittoria di Rama, che invocò l’aiuto della Devi sul demone Ravana.

Durante Navaratri  si svolgono numerosi e complessi rituali e usanze che variano a seconda le tradizioni delle diverse zone geografiche e anche delle singole famiglie.

Digiuni, canti devozionali, scambio di dolci, simulacri della dea modellati e adorati, letture dei testi sacri, pujia, rituali del fuoco, meditazioni.

Navaratri è inoltre una festività particolarmente cara alle donne di tutto il mondo che, in questi giorni, vengono venerate, in quanto espressione della Dea Madre, con offerte di cibo, abiti nuovi, danze e tanto altro.

navaratri2

In India del nord Navaratri è anche conosciuta come la festa di Durga, durante la quale si venerano le nove forme della Dea, nel seguente ordine: Shailputri, Brahmcharñi, Chandraghanta, Kushmanda, Skandamata, Katyayani, Kalratri, Mahagauri e Siddhidatri.

Queste nove manifestazioni di Shakti sono venerati come Nava-Durga.

Complessivamente e soprattutto nell’India meridionale, si suole suddividere questi nove giorni di celebrazione della Shakti, nelle forme di  Durga, Lakshmi e Saraswati.

I primi tre giorni sono dedicati alla dea Durga (colei che è difficile da vincere), nel suo aspetto distruttivo, al fine di aiutare l’essere umano a liberarsi dai demoni, le forze che lo spingono verso le proprie tendenze e abitudini negative.

In questi giorni è utile recitare Durgapath, i 32 nomi della Dea.

Navaratri è, infatti, anche e soprattutto un periodo di introspezione e purificazione, in cui il ricercatore spirituale ha l’opportunità di unire il suo sforzo personale di crescita con l’enorme energia sprigionata dalla comune volontà di cambiamento e trasformazione.

In questo periodo per un ricercatore è utile dedicarsi, nel silenzio, alla meditazione.

navaratri3

Grazie alla purificazione conseguita con lo sforzo personale e la grazia di Durga, l’individuo può infine accogliere i doni (pace, prosperità, purezza) della Divinità, che appare nelle sembianze di Lakshmi, la dea dell’abbondanza, celebrata nei successivi tre giorni.

In questo periodo sarà utile offrire oblazioni rituali al fuoco e recitare il Lakshmi Gayatri mantra.

Tuttavia, ciò che finora si è raggiunto grazie alla divinità nelle sue forme di Durga e Lakshmi è solo preparatorio e riguarda la sfera dell’ignoranza, ovvero ciò che appartiene all’esterno dell’individuo e non alla sua vera essenza, al suo Sé.

Per raggiungere la vera unione con la divinità, la vera saggezza o verità, è necessario il dono della conoscenza che la Dea, nelle sembianze di Saraswati, offre a coloro che hanno percorso l’intero sentiero verso il risveglio e la liberazione.

Attraverso la devozione e il culto a Saraswati, l’essere umano ottiene infatti la piena conoscenza del Sé e, attraverso la purificazione e la conoscenza, sarà libero dalla ruota delle rinascite.

Usanza vuole che, il nono giorno di Navaratri, utensili da lavoro, strumenti per suonare, libri, vengono portati sull’altare come offerta alla Devi, che restituirà saggezza e conoscenza.

Il decimo giorno, il Vijaya Dashami, o Dussehra è “il giorno della vittoria”, e rappresenta il risveglio dell’individuo attraverso la conoscenza per grazia di Saraswati.

navaratri4

Venti giorni dopo, quest’anno l’11 di novembre, si festeggia il Diwali, o Deepavali, la festa delle luci, una delle più antiche e importanti feste in tutta l’India, durante la quale le famiglie si riuniscono per celebrare i riti prescritti dall’antico dharma.

La festa celebra il ritorno in patria di Rama, avatar di Vishnu, dopo 14 anni di esilio e peregrinazioni e, simbolicamente, il ritorno della Luce. Di questa bellissima storia, però, ne parleremo un’altra volta.

Per saperne di più sul Diwali, leggi anche: Il Diwali in India, festival di luci e rinnovamento

 


immagine principale tratta da: happynavratri-2015.com

immagine 2 tratta da: www.flickriver.com Different Forms Of Fire During the Ritual”

immagine 3 tratta da:http://sos.silenceofsouls.in; autrice: Rupali Sharma

immagine 4 dell’autrice