Articolo in 2 minuti – A febbraio 2013 si è tenuto in India del nord uno dei festival più grandi, antichi e suggestivi della terra: il ‘festival degli dèi’ del Kumbh Mela.

 

Sebbene in India sia un evento molto famoso, in Occidente pochi ne hanno sentito parlare.

 

Il Kumbh Mela è un pellegrinaggio della tradizione induista che avviene una volta ogni tre anni in giorni considerati propizi. In pratica, i devoti si radunano presso determinati fiumi sacri dentro i quali si immergono per ottenere un maggior beneficio spirituale.

 

Quello del 2013 di Allahabad è stato un Maha (grande) Kumbh Mela, secondo alcuni è stato il più grande raduno della storia dell’umanità per numero di partecipanti (trenta milioni solo il 10 febbraio, il giorno clou dell’evento).

 

Al centro dell’attenzione del Kumbh Mela vi sono i Sadhu, mistici della tradizione indiana comunemente conosciuti come Baba. Questi conducono normalmente una vita lontano o ai margini della società per potersi meglio concentrare sulla propria pratica meditativa e contemplativa e raggiungere la liberazione (moksha) dalla materialità.

 

Al Kumbh Mela i baba sono ovunque. Alcuni si infliggono torture fisiche per mostrare il controllo dello spirito sul dolore e quindi sulla materia; altri passano la maggior parte del tempo intorno al fuoco a fumare cannabis e sorseggiare chai, il tè indiano.

 

Altri infine sono chiaramente personaggi eccentrici più interessati ad essere al centro dell’attenzione e a ricevere offerte che a un’autentica pratica spirituale.

 


 

Per approfondire – Sono le tre del mattino e mi trovo su una zattera che sta attraversando il Gange. La zattera è guidata da un indiano che con una grande pagaia ci spinge attraverso il fiume, da una sponda all’altra. L’aria fredda della notte indiana è pungente, come non ci si aspetterebbe dall’India, se non si sapesse che nel nord il clima d’inverno non è tropicale. Intorno a me l’atmosfera è surreale. Luci soffuse e canti di sottofondo mi ricordano lamenti lontani di un girone di dannati di dantesca memoria. [video in fondo all’articolo]

 

Mi trovo al Kumbh Mela, il festival degli dèi, uno degli eventi più grandi, antichi e suggestivi della terra.

 

Ci stiamo dirigendo verso il punto più importante dell’evento: la confluenza dei fiumi sacri. Qui i Naga Baba – uomini mistici indiani completamente nudi – giungeranno per fare il bagno nei fiumi. Sembrano esseri indemoniati provenienti da un altro pianeta. Si fanno largo tra la folla urlando, spintonando e brandendo bastoni, mentre il sole sta per mostrarsi in quel luogo e in quel giorno considerati propizi: Allahabad il 10 febbraio 2013. [video in fondo all’articolo]

 

Per chilometri si vedono solo masse umane che sembrano senza fine, mentre soldati in assetto da guerra tentano di mantenere il controllo. C’è anche molta miseria: una moltitudine di mendicanti si aggirano tra il festival sperando nella benevolenza dei devoti e dei tanti curiosi presenti e, in alcune aree, a questi si mischiano i lebbrosi.

 

Il 10 febbraio è stato, secondo l’Hindu Times, il più grande raduno in un singolo giorno della storia: 30 milioni di persone solo in quel giorno, mentre 100 milioni di anime sono passate durante tutto il periodo dell’evento – tra gennaio e marzo.

 

Ovviamente non si tratta solo di anime pie. Ai devoti si sono uniti giornalisti, fotografi, curiosi, viaggiatori stranieri e venditori di ogni genere attratti dalle possibilità create della straordinarietà dell’evento.

 

E in effetti si tratta di un avvenimento eccezionale: il Maha (grande) Kumbh Mela, quello che avviene solo una volta ogni dodici anni, secondo alcuni addirittura il più importante degli ultimi 144 anni.

 

Ma cos’è esattamente il Kumbh Mela?

 

Il Kumbh Mela è un pellegrinaggio della tradizione induista durante il quale i devoti si radunano presso fiumi ritenuti sacri per immergersi al fine di ottenere benefici spirituali.

 

Kumbh significa brocca e Mela significa fiera. Si chiama così poiché si crede che delle gocce di nettare siano cadute dal Kumbh trasportato dagli dei dopo il frullamento del mare.

 

Questo festival ha luogo a rotazione, una volta ogni tre anni, nelle località sacre di Hardiwar, Allahabad, Nasik e Ujjain: quindi, in ciascuna di queste località avviene ogni dodici anni.

 

Questi posti sacri si trovano presso fiumi considerati altrettanto sacri: il Gange (Haridwar), la confluenza tra il Gange, lo Yamuna e il Saraswati (Allahabad), il Godawari (Nasik) e lo Shipra (Ujjain).

 

Il centro dell’attenzione dell’evento sono i sadhu, letteralmente uomini buoni, comunemente chiamati anche baba. G. Flood – uno dei massimi esperti di induismo – li definisce uomini mistici Hindu che hanno scelto di condurre una vita lontano o ai margini della società in modo da potersi concentrare sulla propria pratica spirituale. Il Sadhu è colui che dedica la propria vita al raggiungimento della liberazione (moksha) attraverso la meditazione e la contemplazione.

 

Al Kumbh Mela ci sono diversi tipi di sadhu. [video in fondo all’articolo]

 

I naga baba – i sadhu nudi sopra menzionati – godono di particolare prestigio e viene loro garantito una posizione vantaggiosa vicino ai fiumi.

 

Altri sadhu espongono le torture più varie che infliggono al proprio corpo, per dimostrare la loro superiore capacità di controllare il dolore e quindi la materia tramite lo spirito. Alcuni si trafiggono i genitali con bastoni, altri sono avviluppati in spine e giacciono al suolo. I pellegrini lasciano loro offerte, convinti che ciò sia di buon auspicio.

 

Altri sadhu ancora sembrano persone piuttosto eccentriche, più interessate a farsi fotografare, ricevere offerte e a farsi venerare come dei re dai loro discepoli, piuttosto che a un’autentica pratica di rinuncia materiale.

 

In ogni caso, la maggioranza di loro sta seduta attorno al fuoco sorseggiando chai, il tè indiano, e fumando bhang (cannabis). Usare marijuana è una forma di venerazione di Shiva, il quale, si dice, abbia una passione particolare per le foglie di questa pianta.

 

Ci sono poi le più svariate leggende relative ai baba. Una di queste riguarda la loro età: si dice che alcuni di loro siano vecchi di diversi secoli. Leggenda vuole che ognuno di noi, alla nascita, riceva un certo numero di respiri, al termine dei quali avviene la morte. Attraverso la meditazione, i baba sostengono di poter rallentare la loro respirazione – una volta ogni qualche ora o addirittura giorno – e quindi usare meno respiri e vivere più a lungo.

 

Infine, al Kumbh Mela il rapporto con la morte è molto diretto.

 

Non è infatti inusuale imbattersi in un cadavere. Molti muoiono per incidenti dovuti principalmente alla folla, mentre altri, soprattutto anziani, si lasciano andare, contenti di poterlo fare a un evento di tale prestigio.

 

Per concludere, Mark Twain, uno dei più famosi scrittori dei nostri tempi, si espresse in questi termini in merito al Kumbh Mela:

 

E’ meraviglioso, il potere di una fede come questa può far sì che moltitudini di vecchi e di deboli, di giovani e di persone delicate, intraprendano senza esitazioni o lamentele incredibili viaggi e sopportino le conseguenti sofferenze senza lagnarsene. Ciò avviene per amore o per paura. Non so di cosa si tratti. Non importa. Quale che sia l’impulso, l’atto nato da esso è al di là di ogni immaginazione, incredibile per gente come noi, insensibili bianchi…

 

(Mark Twain, sul Kumbh Mela di Allahabad del 1895, brano tratto da “More tramps abroad“)


 

(Immagine e video dell’autore)