La scelta del nome appropriato per i nuovi nati era un’operazione che tradizionalmente doveva tener conto di molti fattori.

L’autrice è Alessandra Loffredo fondatrice del portale online Guida India, inesauribile fonte di curiosità e informazioni su storia, arte, architettura, letteratura, musica, cinema e grandi personalità legate all’India.

Articolo originale tratto da Guidaindia e disponibile qui.


La cerimonia che assegna ai bimbi il loro nome proprio si chiama Namkaran e si tiene generalmente dopo 10-12 giorni dalla nascita del bebè, in casa o al tempio, trascorso il tempo di impurità intrinsecamente connesso con la nascita, secondo la visione indù, comune anticamente anche alle religioni semitiche (la Candelora celebrava la presentazione di Gesù al tempio al termine del periodo di 40 giorni di impurità della Vergine Maria, dovuta alla nascita del figlio).

Madre e figlio, così come la casa tutta, vengono quindi lavati e ritualmente purificati e solo allora amici e parenti vengono invitati a conoscere il piccolo.

Durante questa cerimonia, il padre sussurra nell’orecchio destro del nuovo nato il nome prescelto, spesso deciso dalla zia paterna secondo l’iniziale indicata dal sacerdote in base all’oroscopo di nascita. Ma secondo la tradizione, esistevano ben cinque indicazioni fondamentali che i genitori dovevano comunque seguire al momento della scelta del nome pubblico del bebè:

  • dovrebbe essere facile da pronunciare ed eufonico
  • dovrebbe essere composto da uno specifico numero di sillabe e vocali
  • dovrebbe indicare il sesso del bebè
  • dovrebbe appropriatamente suggerire fama, benessere o servizio etc.
  • dovrebbe suggerire la casta di appartenenza.

Per esempio, un brahmano dovrebbe avere un nome di buon auspicio, uno kshatriya un nome che suggerisca potere, un vaisiya uno che indichi benessere economico e un sudra uno che indichi il suo servizio: non erano rari i nomi infamanti o evidentemente sgradevoli, tra quelli imposti a sudra e fuoricasta.

Questo per quanto riguarda il quarto nome, al quale se ne aggiungono altri, tra nomi segreti e nomi confidenziali che vengono scelti secondo la costellazione di nascita, il mese in cui questa avviene e la divinità familiare.

Secondo il Rig-Veda infatti tutti i bimbi dovrebbero ricevere quattro nomi:

  • il primo secondo la Nakshatra, costellazione di nascita o secondo una delle lettere dell’alfabeto ad essa collegata: è uno dei nomi segreti.
  • Il secondo nome è quello prescelto tra i moltissimi che indicano la divinità associata al mese di nascita.
  • Il terzo è quello della divinità principale a cui è tradizionalmente devota la famiglia.
  • Il quarto è il nome con cui sarà popolarmente conosciuto il bebè e che viene assegnato secondo le modalità precedentemente descritte.

Oggi i nomi si sono comunemente ridotti a due, il Nakshatra, quello in base alla costellazione di nascita e che rimane privato, e quello popolare, che spesso è scelto in base ai nomi dei nonni o, come a volte succede ormai anche da noi, in base a quello della star cinematografica o televisiva del momento. Generalmente i nomi indiani corrispondono, come detto, ai numerosissimi appellativi delle varie divinità, oppure ad aggettivi e sostantivi poetici e suggestivi.


Foto tratta da https://www.youtube.com/watch?v=7jDoZSH9Ufg