Articolo in 2 minuti – I Kolis, tra gli abitanti originari della zona dove sorge Mumbai, sono oggi destabilizzati e minacciati dallo sviluppo urbano ed economico della città più popolosa dell’India.

Tradizionalmente pescatori, questo popolo di lingua marathi abita le coste della penisola da diverse centinaia di anni. Il Colonialismo prima, e in seguito il governo di Mumbai, hanno privato sempre più i pescatori della loro terra, negando loro l’accesso al mare.

I Kolis sono oggi in lotta per la sopravvivenza della loro attività economica, la pesca, minata dalla costruzione di stabilimenti, edifici e infrastrutture. I Kolis portano avanti una lunga battaglia legale, combattendo non solo per le loro case, ma per la loro identità e per le loro radici.


Per approfondire – Mumbai, la capitale finanziaria dell’India, è un alveare che abitualmente attrae come api migliaia di persone da tutta l’India in cerca di un futuro migliore: tassisti dell’ Uttar Pradesh, lavoratori a giornata dal Karnataka, studenti e studentesse, attori e produttori.

Pochi, forse, si ricordano anche dei Kolis tra i residenti della megalopoli.

I Kolis sono gli abitanti originari della penisola (inizialmente una manciata di isole poi unificate) su cui è sorta Mumbai. Il nome Bombay, dal portoghese “Bom Baim”, buona baia, indicherebbe la posizione favorevole delle coste su cui la città si è sviluppata.

Sponde piuttosto prosperose, ottime per il commercio e la pesca, sulle quali appunto la popolazione dei Kolis (in Marathi, “Koli” significa pescatore) abita da diversi secoli dedicandosi alla pesca. I Kolis di Mumbai sono prevalentemente cattolici, convertiti con l’arrivo dei Portoghesi, sbarcati in India nel Sedicesimo secolo.

Pescatori Indiani trasportano il pesce nella caste per venderlo a Mumbai

Fu tuttavia la dominazione britannica che iniziò a contrastare in modo sostanzioso l’attività dei pescatori. Reclamando sempre più tratti della costa per il commercio della East India Company, il Raj Britannico marginalizzò sempre di più queste persone privandole della loro attività di sussistenza.

Oggi i Kolis vivono in alcuni tratti costieri nella parte meridionale di Mumbai e nelle coste limitrofe. Occupano piccoli variopinti villaggi urbani, chiamati Koliwada, situati in diverse aree della metropoli vicino al mare.

A Mumbai sono presenti una quarantina di Koliwada. Tra questi, il Worli Koliwala, appollaiato sulle sponde della Mahim Bay sul lato occidentale della città, ha subito i danni più evidenti della politica economica e urbana del governo.

La costruzione dei Worli-Bandra Sea Link, un lungo tratto di strada sul mare che collega la zona di Bandra a quella di Worli, ha causato non pochi danni al villaggio dei Kolis, affacciato proprio su questa baia, dove si svolge quotidianamente la pesca.

Worli- Bandra Sea Link visto dalle coste di Bandra

La costruzione del ponte marittimo, aperto nel 2009, ha infatti provocato l’allontanamento dei pesci dalla zona. Le mangrovie, habitat e cibo per la fauna acquatica presente lungo la costa, nonché agente preventivo per le inondazioni, sono state decimate. I pescatori si spingono sempre più al largo per cercare pesce, rischiando la vita a causa delle crescenti maree che  minacciano di distruggere le piccole imbarcazioni.

Dall’apertura del ponte, i Kolis hanno subito gravi perdite finanziare, facendo sì che sempre più persone, soprattutto giovani, abbandonassero l’attività tradizionale per dedicarsi ad altri lavori.

Kolis nell'atto della pesca

I Koliwada sono zone protette in cui è proibita la costruzione. Tuttavia, recentemente il governo di Mumbai ha cercato di includerli nella categoria di “slum”, aprendoli quindi alla possibilità di essere riqualificati, ovvero distrutti e sostituiti da nuovi grattacieli, hotel e strutture turistiche, costringendo infine i Kolis a trasferirsi.

Ma un trasferimento comporterebbe conseguenze molto drastiche. Innanzitutto, uno sfaldamento del tessuto sociale: lasciando le proprie radici e ripiantandole in un appartamento al ventesimo piano i rapporti sociali con i vicini e tutto ciò che ne deriva scomparirebbero.

Poi, un cambiamento lavorativo, sul quale si basa la loro sussistenza, in seguito alla perdita dei loro mezzi, le barche e le reti. Lasciando le loro attività, i Kolis subirebbero uno sradicamento culturale ed identitario. I Koliwada sono zone storiche, facenti parte di un retaggio culturale al quale le persone sono fortemente legate.

Tipico mercato dei Kolis

Il pesce scarseggia, le abitazioni nei Koliwada sono sempre più minacciate dall’esproprio, l’accesso alle coste è sempre più difficile. I rifiuti e gli scarichi industriali confluiscono nel mare, riempiendolo di plastica e minacciando così la vita marina in maniera sempre più irreparabile. I Kolis continuano a navigare nelle loro piccole barche sulle acque di Mumbai, costruendo reti e vendendo pesce nei vari mercati.

Ogni giorno i Kolis lottano per non perdere quelle coste che tradizionalmente gli appartengono, per non cedere a questa nuova forma di colonialismo un altro pezzetto di quella che un tempo era la loro “Bom Baim”.

Mahim Bay, sullo sfondo il Worli Koliwada

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Immagine 1 tratta da mid-day.com, immagini 2 e 4 tratte da hindustantimes.com, immagine 3 dell’autrice, immagine 5 tratta da bombayjules.blogspot.com, immagine 6 dell’autrice.

Fonti utilizzate: “India’s new coastal law threatens Mumbai’s ancient fishing villages” da www.reuters.com ; “The Kolis of Bombay: the original residents of the city” da www.theculturetrip.com