Articolo in 2 minuti – Il festival di Ganesh Chaturthi è una delle festività hindu più importanti.

Obiettivo del festival è la celebrazione dell’anniversario della nascita di Ganesha, una delle divinità hindu più conosciute: quella con la testa di elefante.

Ganesh è considerato il “santo patrono” dello stato indiano del Maharashtra e ogni anno, nella sola Mumbai, capitale di questo stato, sono commissionate oltre 6000 statue in suo onore.

Nonostante Ganesh Chaturthi si celebri anche in altri parti dell’India, Mumbai è la più caratteristica per le sue processioni di massa.

Partecipare al festival è un’emozione che vale la pena di vivere almeno una volta nella vita!

La festa si conclude con la caratteristica Ganesh Visarjan, l’immersione di Ganesha nel mare con il canto di Ganapati Bappa Morya (lode a Lord Ganesha).

E’ una processione lunghissima, con milioni di persone che accompagnano ognuno la propria statua insieme a musiche e danze dal mattino sino a tarda notte.

 


Per approfondire – L’origine del Ganesh Chaturthi Festival di Mumbai è fatta risalire all’intervento di Shivaji, un popolare sovrano dell’impero Maratha.

Tuttavia, è grazie a Bal Gangadhar Tilak (uno dei padri fondatori dell’India indipendente) che il festival assume un altro importante significato.

Dal 1882 Tilak utilizzò il festival come mezzo per diffondere il messaggio dell’unione per la libertà, resistendo agli inglesi che avevano vietato tutte le assemblee pubbliche.

Persone delle varie comunità, religioni e ceto sociale parteciparono, svolgendo così un ruolo fondamentale nel rilanciare coraggiosamente lo spirito di unità degli indiani.

Il festival è celebrato nel mese del calendario hindu di Bhaadrapa, di solito tra il 20 agosto e il 20 settembre. I festeggiamenti durano 12 giorni, terminando in Anant Chaturdashi, l’ultimo giorno di preghiera.

Chi è la divinità Ganesha?

Ganesha venne creato dalla dea Parvati (consorte di Shiva) con il legno di sandalo usato per il suo bagno e lo mise poi di guardia alla porta, affinché nessuno la disturbasse mentre faceva il suo consueto bagno.

Shiva, di ritorno da una delle sue lunghe assenze, cercò di raggiungere la sua amata, ma Ganesha, che non lo conosceva, non gli permise di entrare.

Shiva andò su tutte le furie e ordinò al suo seguace, Gana, che insegnasse a questo fanciullo le buone maniere.

Ganesha sconfisse i seguaci di Shiva, dichiarando che nessuno era autorizzato a entrare mentre sua madre stava facendo il bagno. Il saggio dei cieli Narada, intuì la crescente agitazione e cercò di placare il ragazzo, ma senza risultati. Irritato, il re degli dei Indra attaccò Ganesha con tutto il suo esercito celeste, ma anch’esso senza successo.

A quel punto era diventata una questione di orgoglio per Shiva che, in un atto di rabbia, troncò la testa del ragazzo. Parvati lo implorò di fare qualcosa per riavere il figlio, Shiva si impietosì e fece la solenne promessa che avrebbe riportato in vita il suo adorato figlio.

Shiva prese la testa di un elefante morto e la fissò sul corpo del ragazzo, ridonandogli così la vita e lo chiamò Ganesha (Signore dei Gana).

Com’è organizzato il festival?

Il festival di Ganesha mette in evidenza lo splendore della vita di strada, lo spirito di condivisione nel dare corpo  alle tradizioni.

I preparativi iniziano settimane o addirittura mesi prima. Statue in argilla di Ganesha di ogni dimensione – da pochi centimetri fino a 70 metri – vengono preparate con maestria, per poi rivestire i marciapiedi della città.

Statue multicolori e fastosamente decorate di Ganesha sono presenti in ogni angolo: dalle abitazioni meticolosamente pulite, ai negozi, ai raduni pubblici: persino i venditori ambulanti e i tuk tuk sfoggiano allegre statuette lampeggianti.

L’atmosfera della festa si accende, diventando molto vivace e allegra: ovunque si intonano canti devozionali con ritmi di tamburo e danze che coinvolgono grandi e piccini.

Giovani e anziani sfilano lungo le strade, disegnando tante allegre scie colorate di persone che ondeggiano a ritmo di musica.

Il primo giorno del festival di Mumbai inizia con la statua di Ganesha che viene posta su un piedistallo, a simboleggiare un trono; quindi un sacerdote esegue i rituali e le preghiere, iniziando così la puja (la preghiera hindu) alla divinità. Successivamente, il sacerdote immerge l’idolo in acqua benedetta e gli viene offerto il modak, un dolce a base di cocco zuccherato e farina di riso, insieme a incenso, fiori e ghirlande.

Per il resto dei giorni, Ganesha viene celebrato con mantra e preghiere e canti devozionali dal mattino alla sera.

Per conoscere Diwali, un altro importante festival in India, leggi qui: Le luci, le emozioni e i simboli di Diwali.

Si crede che Ganesha debba tornare nella sua dimora celeste dopo dieci giorni di festeggiamenti: incomincia così la parte più caratteristica della celebrazione.

In città c’è grande vigore ed entusiasmo per la processione di addio: la sfilata è accompagnata da cantanti, ballerini, acrobati, sacerdoti, fedeli e curiosi accorsi da ogni parte del globo.

Questo rituale è noto come Ganesh Visarjan, la cerimonia finale: dolci, noci di cocco, fiori e canti sono dedicati a Ganesha, prima di lasciarlo andare, immergendolo nel Mar Arabico. L’immersione più importante si svolge in Chowpatti Beach, vicino alla famosa località di Marine Drive.

In questa fase una moltitudine di gente affolla la spiaggia, ognuno con la propria statuetta da rilasciare nel mare.

Le processioni durano dall’alba fino a tarda notte, tra suoni, luci, colori, scie di incenso, preghiere, ancestrali atmosfere e sorrisi che si legano al cuore, perché l’India è così: non ti lascia mai.

 


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