Articolo in 2 minutiIl Diwali è un festival molto importante e sentito in India e, insieme a Holi, sicuramente il più famoso all’estero.

Secondo leggenda, è proprio il giorno di Diwali, migliaia di anni fa, che Rama ritornò nella capitale del suo regno. In suo onore vennero accese file di luci a olio nelle case e per le strade per celebrare la sconfitta del bene sul male, della luce sulle tenebre.

Chiamato anche festival delle luci, ha inizio il tredicesimo giorno di luna calante (Krishna Paksha) del mese di Ashvin: il settimo mese secondo il calendario hindu.

I festeggiamenti durano cinque giorni e terminano quindi il secondo giorno di luna crescente (Shukla Paksha) del mese di Kartika, l’ottavo. Il giorno di luna nuova (Amavasya), il terzo giorno del festival, è considerato il più importante.

La dea Lakshmi, dea dell’abbondanza e della ricchezza, viene celebrata ampiamente in questi giorni di festa che segnano l’inizio del nuovo anno finanziario.

Le famiglie, riunitesi per l’occasione, condividono dolci e cibo di ogni tipo e si scambiano doni come fosse una sorta di Natale – e Capodanno – all’indiana!

 


 

Per approfondire  – […] Rama aveva promesso al padre di restare in esilio per quattordici anni. Il tempo era quasi scaduto, e Rama si preparò a tornare ad Ayodhya sul carro Pushpaka, insieme alla moglie Sita, al fratello Lakshmana e al suo fedele aiutante Hanuman.

Mentre il carro sorvolava i luoghi che avevano visto lo svolgersi dei diversi avvenimenti, Rama raccontava tutto a Sita: gli additò il campo di battaglia, il luogo dove Hanuman era atterrato, l’oceano attraversato e via dicendo.

Quando Ayodhya fu vicina, Rama chiese ad Hanuman di andare avanti per avvertire Bharata del loro arrivo. Hanuman allora entrò nella città e incontrò Bharata: “O principe, ti porto una buona notizia. Tuo fratello Rama, sua moglie Sita e il virtuoso Lakshmana stanno arrivando. Non sono molto lontani da qui e domani li incontrerai.”

Bharata non credeva alla meravigliosa notizia. Fuori di sé dalla gioia, riempì Hanuman di ricchezze e chiese notizie di Rama. Hanuman si sedette e raccontò tutta la storia, della quale Bharata era completamente all’oscuro.

Lo stesso giorno la città venne pulita, profumata e preparata per il ritorno di Rama, e dopo aver dato le necessarie disposizioni Bharata volle partire per andare a incontrare Rama nell’accampamento. Quando i due fratelli si rividero, gioirono e si abbracciarono con trasporto.

Nel momento esatto in cui terminarono i quattordici anni di esilio, Rama rientrò nella sua capitale. Appena furono entrati nella sala reale, Bharata giunse le mani in segno di obbedienza e invitò Rama a sedersi sul trono reale.

Dopo essersi seduto Bharata parlò a Rama di fronte a tutti: “Tu mi affidasti questo regno per le ragioni che tutti conosciamo. Ma ti spetta di diritto. Ora che hai mantenuto la promessa fatta a nostro padre passando quattordici anni della tua vita nella foresta, ti prego, riprendi la guida del regno”. Rama sorrise e accettò.

Avendo ritrovato il suo regno, Rama fu incoronato e sfilò in processione per le strade della città. I cittadini di Ayodhya, che lo rivedevano dopo tanto tempo, lo acclamarono con entusiasmo. Tutti sembrarono aver ritrovato nuova vita. Tutti furono contenti del ritorno di Rama.

Rama governò il regno di Ayodhya per undicimila anni e le glorie di quel periodo sono descritte nel Ramayana di Valmiki. La gente non conosceva malattie, sofferenze o miserie: tutti furono felici per tutta la vita. Nessuno mai ebbe da lamentarsi e il cibo fu sempre abbondante. Nemmeno gli animali soffrirono sotto il regno di quel re santo.

Durante il suo regno nessuno parlava di niente altro che delle glorie di Rama. […]

(Rāmāyaṇa)

Rama, Sita, Lakshmana e Hanuman

Racconta la tradizione che il giorno in cui Rama – anche conosciuto come il settimo avatāra (discesa in terra) di Vishnu – fece ritorno nella capitale del suo regno, migliaia di anni fa, file (avali) di luci a olio (dipa) vennero accese in suo onore, nelle case e per le strade, al fine di celebrare la sconfitta del bene sul male, della luce sulle tenebre.

Da qui deriva il nome Deepavali o più semplicemente Diwali, la festa più importante per l’India intera.

I lumini rimangono accesi per tutta la notte e le case vengono tirate a lucido per far sì che la dea Lakhsmi, consorte di Vishnu, si senta accolta al suo arrivo.

Per saperne di più in merito al Diwali, leggi anche: Le luci, le emozioni, i simboli di Diwali

Dea Lakshmi


Immagini dell’autrice

Articolo tratto dal blog www.isentieridelmondo.com