Articolo in 2 minuti – Tutti abbiamo sentito parlare del Kamasutra e, se abbiamo sfogliato qualche edizione moderna illustrata, non abbiamo dubbi sulla ricchezza del suo contenuto erotico, dal dettaglio con cui vengono descritte e classificate le posizioni di accoppiamento sessuale a tutte le tecniche del piacere.

L’opera completa, però, è molto più ampia. Risalente al III sec d.C. è rimasta, nella storia della civiltà, senza eguali nel suo genere.

Mentre si occupa di coprire tutto lo scibile sul tema del piacere, includendo le circostanze di adulterio e omosessualità, il Kamasutra fornisce un quadro storico di sicuro interesse, sull’India delle classi abbienti e sui relativi tratti culturali e geografici.


Per approfondire – Il Kamasutra, da Kama, che vuol dire “desiderio” o “piacere”, è un antico trattato indiano in sette libri, composto in sanscrito all’incirca nel III sec d.C, attribuito al saggio Vatsyayana. Questi scrive di non esserne il solo autore e di attingere a una sapienza antica, trasmessa da altri autori, variamente citati in riferimento al contenuto di interi capitoli.

Il testo sembra rivolgersi a un élite benestante, come manuale pratico, perché nell’India antica Kama è uno dei tre scopi della vita. Ogni uomo è chiamato nell’ordine a realizzare Dharma, i doveri religiosi, Artha, la prosperità, ovvero lavoro e famiglia, e Kama.

In Occidente, la prima traduzione completa del Kamasutra arriva nel 1883, periodo di piena dominazione britannica in India, ad opera dell’inglese Richard Francis Burton. La prima edizione è molto dettagliata sul libro II, del piacere sessuale, perché Burton si rifà anche a un testo più ridotto e popolare, tradotto da egli stesso dieci anni prima e molto approfondito sul sesso.

Per questa ragione, il Kamasutra fin dalle origini diventa famoso come manuale erotico tanto da essere bandito con disprezzo dagli inglesi che, con atteggiamento simile, consideravano indecente anche l’arte Khajuraho, per i nudi e le scene esplicite di accoppiamento sessuale.

Il Kamasutra in realtà è un’opera molto più generale: esso contempla tutti i piaceri della vita, non solo quello erotico, dal cibo alla buona musica e il tutto si inquadra nel contesto di assolvimento dei tre scopi della vita.

Il Kamasutra fornisce indicazioni molto accurate sulla preparazione necessaria per Kama, perché il desiderio può essere fonte di sofferenza e diventare pericoloso se non governato sapientemente. Al piacere sessuale viene riconosciuto un valore che va al di là del fine riproduttivo, proprio degli animali: per gli uomini Kama è un passo nel percorso di realizzazione dell’esistenza.

Il Kamasutra ci regala perciò un quadro ricchissimo su come vivevano le classi abbienti in India all’epoca in cui è stato scritto e persino su aspetti minori, come le differenze culturali, per esempio tra Nord e Sud dell’India, e in svariati punti diventa poetico.

Per esempio, nel libro II, si descrive così la conclusione dell’amplesso:

“La donna gli siede in grembo, guardando la luna, mentre egli le indica le costellazioni, e insieme contemplano le Pleiadi, la Stella Polare e la ghirlanda dei Sette Saggi che formano l’Orsa Maggiore”,

Mentre nel libro III si parla del corteggiamento delle vergini in questi termini:

“L’alleanza migliore è quella in cui si gioca al gioco di assaporare ognuno la felicità dell’altro e di ritenersi unici a vicenda”.

Un ruolo di primo piano è poi ricoperto dal Dharma, il dovere religioso a cui Vatsyayana dedica un ampio preambolo nel libro I.

Qui vengono indicate le 64 arti per le donne, come parte della preparazione allo studio del Kamasutra, tra queste il tracciare mandala con polvere di riso (usanza ancora oggi diffusa in India), la composizione floreale, il canto, la danza, la pittura, l’ingioiellarsi, il saper cucinare, preparare i letti, curare gli alberi e altre più curiose come l’insegnare a parlare a pappagalli e gracule, la conoscenza dei presagi e il gioco dei dadi.

L’intero libro V allude all’adulterio, proibito in realtà dalla legge, ed è dedicato a come sedurre la donna d’altri, e il libro IV indica alle mogli le situazioni in cui è lecito abbandonare il marito: per esempio se la moglie non è riuscita a dare figli maschi, oppure se il marito è impotente o la disprezza.

In ogni caso anche nel Kamasutra ovunque emerge il dovere di una donna di assecondare sempre il marito e assolvere i propri compiti sociali (dal mantenimento della casa, alla gestione del denaro, ai rapporti col vicinato).

Per il resto, il libro IV, sulle mogli, è un decalogo sulla condotta della moglie verso il marito, anche in sua assenza, nonché nei confronti delle altre mogli. Qui il marito è chiamato a far felice “ognuna delle sue donne; una eleggendola a intima confidente, un’altra rendendole pubblici onori, una terza, onorandola con regali”.

Nell’ottica di comprendere tutte le casistiche del piacere, il Kamasutra tratta anche le questioni più scabrose, contro la norma sociale, compresa l’omosessualità.

L’autore, nei casi di dubbio etico, si ritrae dall’esprimersi in prima persona, attribuendo ad altri la paternità delle sue affermazioni, oppure riporta in forma di dialogo le diverse posizioni in modo da permettere al lettore di individuare da sé la condotta più opportuna per la propria circostanza. Per esempio, tra le ragioni per sedurre la moglie di un nemico, il Kamasutra include l’opportunità di “capovolgere delle alleanze” attraverso il ruolo della donna sul marito; oppure la vendetta, se il marito di lei ha sedotto le proprie donne.

D’altra parte, in tutta l’opera si dimostra un’attenzione particolare per la donna e intere sezioni le sono dedicate per istruirla, al pari di lui, su come sedurre e dare piacere.

Nel libro III, sulle vergini, le donne imparano come cercarsi un marito, se non hanno denaro (che è il caso in cui la famiglia non può permettersi un matrimonio combinato). D’altro canto, si avvertono gli uomini di non corteggiare mai una ragazza dal nome sgradevole, che sia piuttosto “il nome di un astro, di un fiume, o di un albero”.

Il libro VI è dedicato invece esclusivamente alle donne “cortigiane di lusso”, donne colte ed esperte, su come trovare un amante;  pare che questa parte del Kamasutra sia stata commissionata proprio da un gruppo di cortigiane. Per una cortigiana di lusso si dice: “deve essere bella, giovane, recare i segni di buon auspicio, essere dolce, amare le buone qualità anziché il denaro, avere inclinazione per l’amore e il sesso” oltre a dover essere “esente da malinconia, eccessiva ilarità, malevolenza, litigiosità, collera, avidità, ottusità e volubilità”! Eppure, più avanti, il manuale la istruisce su come ottenere denaro dall’amante, persino su come liberarsi di lui e infine come riconquistare un amante perduto.

L’ultimo libro, il VII, è intitolato all’erotismo esoterico, a cui riferirsi solo nel caso in cui tutte le tecniche indicate nei libri precedenti non abbiano funzionato. Esso contiene i metodi “alternativi”, compresi unguenti e ricette magiche, da seguire per assicurarsi il successo nell’arte di Kama.

Leggi anche: Cosa ci insegnano i templi erotici di Khajuraho


Citazioni tratte dalla traduzione italiana Adelphi dell’edizione curata da Wendy Doniger

Immagine tratta dal Georgia Weekly Post