È il 2004: Consuelo Pintus ha solo 19 anni e parte in missione per il suo primo viaggio in India. Durante il suo viaggio, Consuelo scrive quasi in diretta un diario, Chapati in the Darkness, che poi verrà premiato dall’Archivio Nazionale Diari di Pieve Santo Stefano nel 2008.

Consuelo oggi insegna hindi all’Università di Milano e ha voluto condividere con noi il suo diario. Questa è la prima puntata, in cui seguiamo le sue intense emozioni durante volo per Mumbai e le sue prime ore in terra indiana. 


 

4 giugno 2004 – In volo, nei pressi di Venezia, ore 11

Finalmente la partenza, sono sul volo Alitalia, che arriverà a Bombay alle 22 circa (vedremo!).

In aeroporto ho salutato, beh mio papà, il Manuel, la Paola (che mi ha dato di quelle dritte), Nicola (gentilissimo) e la Vale.

Sono seduta vicino a Caterina, vedo dal finestrino di quelle sfumature, colori, nuvolette ciccione, “ritagli” di terre poco riconoscibili da qua.

Ho un po’ di mal di testa, dopo essere decollata…

Ma è già tutto fantastico, io sono troppo entusiasta…

Ops, un profumo di cibo il mio naso percepisce…

All’aeroporto prima dell’imbarco c’era un’indiana anziana, aveva quel tipico (che ancora però dovrò testare con mano) profumo indiano, aveva un tilak rosso, rotondo!

Ascolto musica penosa ma che bene o male concilia il sonno…

Pranzo: pollo, crepe con funghi, patate, salmone, verdurine… Beh, direi ottimo come inizio.

Dormitina vicino al finestrino con cuscino e sole, che essendo caldo, mi coccola per alleviarmi un po’ di quel mal di testa che martella in continuo la mia mente!

Dopo di che giretto tra i sedili di questo enorme aereo! È veramente gigante!

Dicevo, passando per l’aereo ho visto tanti, tanti volti indiani, finalmente! Così come tante sari con vari colori, tante signore anziane, tilak fantastici. Cosi come i bambini appoggiati alle loro mamme, mentre fanno la nanna! Adoro la loro carnagione, la invidio..

Ora riesco a vedere il Nilo, ha un colore particolare, diverso dalle altre acque.

Ho un po’ di freddo e la bocca sempre secca, mi sta venendo anche la tosse… Credo che adesso dormirò con lo sfondo di questo bellissimo deserto. Sarà deserto? Boh, comunque è terra arida!

Ore 19

Ho ripassato un po’ di hindi, non servirà forse a nulla, ma almeno ho coinvolto due indiani e ho messo in mostra le mie conoscenze linguistiche… parlavo in francese con uno e in inglese con l’altro.

Parlare, il giusto per poter comunicare, è comunque stupendo.

Manca solo un’ora all’arrivo, chissà cosa mi aspetta, chissà chi o cosa troverò, chissà a chi stringerò la mano..

Arrivo a Bombay, ore 22:10, 28 gradi, più monsone.

L’atterraggio è durato mezz’ora circa e durante questo sono stata davvero male. Le orecchie mi fischiavano, non sentivo più nulla.

Dovevo compilare la carta di sbarco ma non riuscivo dalla nausea, tanto che ho dovuto mettermi il cuscino sulle orecchie e le cuffie per isolarmi. Compilata la carta di sbarco, con una gran voglia di vedere e identificare meglio quelle che da 2000 metri d’altezza erano solamente delle lucine..

BOMBAY o MUMBAI (più all’indiana)

Scesa dall’aereo ho sentito subito l’umidità e il caldo, un caldo diverso, alquanto appiccicaticcio.. Per non parlare dell’odore (come Pier Paolo Pasolini in Odore dell’India, anch’io ho avvertito subito un qualcosa misto spezie, muffa, odore di chiuso).

Abbiamo preso i nostri bagagli e nel frattempo abbiamo assistito ad una scena di violenza tra un responsabile della dogana, e un addetto allo smercio dei bagagli. È sconvolgente come un uomo indiano in divisa, di qualsiasi età mi metta terrore. Sono molto più posati e rigorosi dei nostri militari. Sarà perché è la prima volta… Fuori dall’aeroporto un signore ci porta all’albergo.

Ore 24

Sono in un hotel magnifico, pieno di profumi intensi, mi sento un po’ sconvolta ma al settimo cielo.

È una gioia nuova, diversa, strana. Ascolto finalmente il cd mentre aspetto il turno per la doccia. E le persone, le osservo continuamente, dal responsabile del check-in alla donna che ci ha accompagnate alla camera… Quanti sari diversi e adatti a ogni ruolo sociale… beh, tocca a me: buona notte.

Ore 4

Dopo una notte “insonne” passata riflettendo, ecco che la sveglia suona le 4, pronti per una nuova giornata e per nuovi voli verso Delhi e Bagdogra.

Si nota subito la differenza con la capitale! È incredibile.

Intolerance is itself a form of violence and a obstacle to the growth of a true democratic spirit” (Mahatma Gandhi)

 Ore 10

Partenza per Bagdogra! Finalmente la destinazione… Speriamo che le mie orecchie reggano.

L’hostess è una giapponese, ma indossa un sari! È il massimo dell’eleganza. La raffinatezza e regalità dei lineamenti combinata a quella del sari!

Ore 12

Sii, le mie orecchie hanno retto ed ecco che ci sono le suore ad aspettarci in aeroporto. Nel tragitto dall’aeroporto alla missione ho finalmente assaporato la VERA e più AUTENTICA INDIA. Siamo scortate da un camioncino che tra l’altro non funziona bene e che non sa nemmeno da che parte stare (le suore dicono, infatti, che in India non ci sono  “road’s rules”, è vero!!!).

Beh, passando abbiamo visto mucche magre da tutte le parti, caprette e pecore. Siamo in piena campagna, circondate da distese enormi di campi tenuti in modo rigoroso, così come le risaie. Se guardo un po’ in alto si vedono le montagne. Scritte indiane ricoprono le baracche-negozio e bambini corrono in mezzo alla strada. È il primo impatto, è duro ma sono entusiasta. Arrivati nella nostra missione stupenda ho notato un terzo spaccato d’India. I cristiani si distinguono!!

Prima notte = niente sonno

Le pale spiegate per far circolare un po’ d’aria in questa camera che altrimenti sarebbe un inferno, ma le zanzare non mi pungono perché io ho i miei metodi da “occidentale”, un piccolo aggeggio elettronico, che a seconda dei raggi ultrasound scaccia un diverso numero di mosquitos.

Sentivo rumore in ogni dove.

I miei occhi sono spalancati, sono troppo piena di pensieri per riuscire a dormire, continuo a ripetermi che sono in India, SONO IN INDIA!!! Ah dimenticavo, nella doccia ho trovato uno scarafaggio e direi che non è la cosa migliore per dormire.


Immagine tratta da www.ilsecoloxix.it