Ecco i 7 romanzi che consiglio a chi si vuole avvicinare all’India per la prima volta, o a chi desidera semplicemente leggere un bel libro per ritrovarsi a Mumbai, in Kerala o a Bangalore.

Sono davvero tanti i libri che parlano di India e da qualche decennio anche la letteratura indiana ha trovato grandi riconoscimenti a livello internazionale, aiutata dal fatto che molti scrittori indiani scrivono anche in lingua inglese.

I romanzi sono forse il modo migliore per avvicinarsi all’India, a volte meglio dei saggi o dei racconti di viaggio: nella descrizione di storie e personaggi ci ritroviamo direttamente in India, senza mediazioni.

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1 – I figli della mezzanotte (Salman Rushdie)

I figli della mezzanotte

Di cosa parla 
Saleem Sinai nasce alla mezzanotte del 15 agosto 1947, il giorno della proclamazione dell’Indipendenza dell’India. Il particolare momento della nascita lo rende “ammanettato alla storia” dell’India: dalla lotta per l’indipendenza allo stato di emergenza di Indira Gandhi, per lui ogni fatto storico diventa una questione personale.

Perché leggerlo
Perché descrive l’India, così com’è. Arundhati Roy dice che questo romanzo ha avuto il merito di ottenere che “il mondo non chiedesse più all’India di essere una caricatura di se stessa e della sua cultura millenaria, ma di poter semplicemente alzare il viso e dire: Io sono così”.

Consigliato a chi ama romanzi non lineari, intricati e pieni di storie, anche magiche e fantastiche.

2 – Il dio delle piccole cose (Arundhati Roy)

Il dio delle piccole coseDi cosa parla 
Il mondo visto dagli occhi di due gemelli, due bambini legati da un filo quasi magico. Ammu, la madre, è scappata dal marito e ha una storia d’amore considerata proibita, in un contesto conservatore come quello dell’India del Sud negli anni Sessanta. Una tragedia distruggerà la loro famiglia e li allontanerà. Ma non per sempre.

Perché leggerlo 
Perché è uno dei più commoventi libri indiani, che mostra come ogni aspetto dell’India sia vita e morte insieme: i fiumi, la colonizzazione, il marxismo, le lotte sindacali, l’influenza inglese, i monsoni, le caste, il cristianesimo e le altre religioni.

Consigliato a chi sa aspettare i ritmi di una storia narrata in modo non cronologico, a chi apprezza uno stile letterario intenso e originale e a chi vuole visitare il Kerala.

 3 – Giochi sacri (Vikram Chandra)

Giochi sacri

Di cosa parla
Da una parte abbiamo la storia di Sartaj Singh: ispettore di polizia di Mumbai, alla prese con il caso di un potente gangster della malavita. Dall’altra la storia di Ganesh Gaitonde: la sua ascesa criminale, fatta di violenza e controllo del potere. Sullo sfondo, la vita di una metropoli dove convivono Bollywood e baraccopoli, grandi criminali, parrucchiere, ordinari poliziotti e riflessioni esistenziali.

Perché leggerlo 
Perché è come perdersi fra le strade di Mumbai: Giochi sacri racchiude l’anima vitale delle grandi metropoli indiane.

Consigliato a chi ama le metropoli, a chi non si spaventa di fronte a parole in lingue sconosciute o a storie che forse non porteranno a niente… o forse no. Consigliato anche a chi non ama i polizieschi, perché poliziesco non è.

4 – La tigre bianca (Aravind Adiga)

La Tigre Bianca

Di cosa parla 
Balram Halwai scrive sette lettere al premier cinese, in visita a Bangalore per capire i segreti dello sviluppo economico indiano. Lui sì che è in grado di spiegare come vanno le cose! È un “self-made man” uscito dalle “Tenebre della Povertà”, diventato imprenditore ammazzando il suo padrone: il successo economico indiano è basato su violenza, corruzione e sfruttamento.

Perché leggerlo 
Perché denuncia il marcio che c’è dietro allo sviluppo indiano, distruggendo ogni possibile romanticismo nei confronti dell’India, in modo sarcastico e impietoso.

Consigliato a chi vuole farsi un’idea sulla società indiana di oggi.

5 – Il ragazzo giusto (Vikram Seth)

Il ragazzo giusto

Di cosa parla 
Siamo negli anni Cinquanta nell’immaginario villaggio indiano di Brahmpur. Lata, la protagonista, dovrà seguire la stessa sorte della sorella maggiore: sposare il “ragazzo giusto”, che la madre le sta cercando. Il romanzo, tuttavia, si spinge ben oltre e racconta la vita di un’intera famiglia indiana negli anni post-indipendenza.

Perché leggerlo 
Perché nelle sue 1600 pagine c’è tutta l’India: i matrimoni, le elezioni e la vita politica, le dinamiche familiari e le differenti generazioni, le feste religiose, le relazioni fra le diverse comunità.

Consigliato a chi non si spaventa davanti a romanzi molto lunghi. D’altra parte è un romanzo lineare e facile da leggere, in cui i personaggi diventano presto presenze quasi reali della nostra vita.

6 – Il paese delle maree (Amitav Ghosh)

Il paese delle maree

Di cosa parla
Piya, una cetologa americana di origini indiane, è arrivata in cerca di delfini nei Sundarbans, l’ecosistema del delta del Gange, fatto di isole, mangrovie e maree. È qui che Fokir, schivo pescatore, la condurrà dai suoi cetacei, mentre Kanai, interprete e imprenditore poliglotta, seguirà le memorie di uno zio su un taccuino: sarà proprio attraverso queste memorie che ogni isola e ogni personaggio acquisteranno un significato particolare.

Perché leggerlo 
Perché affronta le problematiche ecologiche di un ambiente fragile, con una storia contemporaneamente avvincente e lirica. Concentrandosi proprio su una zona poco investita dalla modernità, fa capire l’enorme patrimonio culturale di lingue, tradizioni e religioni dell’India.

Consigliato a chi è sensibile alle tematiche ambientali, a chi ama l’avventura e a chi ha l’animo poetico.

7 – Shantaram (Gregory David Roberts)

Shantaram

Di cosa parla
Gregory Roberts, ex-eroinomane, evade da un carcere di massima sicurezza australiano e, nei primi anni Ottanta, approda a Bombay. Qui vive tutte le esperienze possibili: la vita nelle baraccopoli e in un villaggio rurale, i mesi di durissimo carcere indiano, il lavoro per la mafia indiana, la ricaduta nel mondo dell’eroina, fino alla guerra in Afghanistan.

Perché leggerlo 
Perché l’autore è un personaggio “oversize” (come il suo libro), che ci guida alla scoperta dell’India, inizialmente un mistero anche per lui. Nel descrivere la sua esperienza personale, certamente molto romanzata, per lui nulla è troppo: né le situazioni, né le dichiarazioni di sentimenti.

Consigliato a chi ama le avventure, anche spirituali e i personaggi davvero particolari.

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Foto principale di Scott Turner, tratta da scotturnerphoto.com