Le scuole di Yoga in India oggi sono molte e diverse: qui abbiamo deciso di avvicinarci a questo argomento di enorme portata, pur di avvisare il lettore che non potremo trattarlo nella sua interezza e in modo esaustivo.

Dalle richieste che ci arrivano, sappiamo che sta crescendo l’interesse per la disciplina yoga e il bisogno di consigli, su quale sia la scuola “migliore” per poter iniziare o per approfondire. Noi qui non intendiamo dare una risposta a queste domande, perché il nostro parere è che la scelta di un percorso yoga rientri in un ambito personale. Lo yoga, infatti, non è semplicemente un’attività fisica, ma una filosofia di vita.

Con questo articolo iniziamo, in ordine sparso, dalla presentazione delle scuole più note del Sud dell’India e riconosciute dal governo indiano. Segnaliamo che tutte le scuole indicate hanno oggi affiliazioni e diramazioni in Occidente e che, per il momento, scegliamo di non trattare le evoluzioni, significative, che lo “yoga indiano” ha avuto a seguito della sua “espansione” occidentale.

Tratteremo in un prossimo articolo le scuole del Nord.


 

1 – Krishnamacharya Yoga Mandiram

L’istituto fu fondato nel 1976 a Chennai da TKV Desikachar (1938 – 2016), figlio e allievo di Tirumalai Krishnamacharya.

Nell’impostazione del KYM, lo yoga è un metodo per tutti, in grado di preservare la salute e curare l’individuo in senso olistico, dal corpo alla mente. In uno dei libri più noti di TKV Desikachar, The Heart of Yoga, si legge “Tutti possono respirare, quindi tutti possono praticare yoga. Ma non tutti possono praticare tutti i tipi di yoga. Lo yoga deve essere adattato alla persona”.

La scuola si propone di portare avanti questa visione, con programmi di pratica e studio adattati alle esigenze del singolo, in base all’età e alle condizioni di vita.

T Krishnamacharya (1888 – 1989) fu un colto conoscitore dei sistemi filosofici dell’India e, sotto il patrocinio del Raja di Mysore, nell’odierno Karnataka, si impegnò negli anni 1926 – 1948 in un lungo percorso di sperimentazione e rinnovamento dello yoga posturale per scopi terapeutici. T Krishnamacharya è considerato il capostipite dello yoga moderno, per essere stato maestro e ispiratore, tra gli altri, di BKS Iyengar e Pattabhi Jois, fondatori dei due “stili” yoga divenuti più noti in Occidente negli ultimi anni.

 

2 – Ramamani Iyengar Memorial Yoga Institute 

L’istituto fu fondato nel 1975 a Pune da BKS Iyengar (1918 – 2014), allievo e genero di T Krishnamacharya. BKS Iyengar si avvicinò giovanissimo allo yoga, per motivi terapeutici, come allievo di Krishnamacharya, a Mysore. Ottenne proprio da questi l’incarico di trasferirsi a Pune, a 18 anni, per diffondere lo yoga.

A Pune Iyengar iniziò un approfondimento personale dello yoga posturale e dei testi classici, che lo portò presto alla popolarità anche tra gli occidentali e alla messa a punto di un metodo nuovo – oggi un marchio registrato col nome Iyengar.

Grazie all’interessamento dei suoi allievi non indiani, BKS Iyengar viaggiò molte volte in Europa e negli Stati Uniti pubblicando, prima in Occidente, nel 1966, il libro Light on Yoga – per la prima volta un catalogo di tutte le posizioni yoga (“asana”) conosciute. Light on Yoga è ancora oggi un testo usato come riferimento per la precisione con cui sono descritte e commentate le asana, con un ricco apparato fotografico. L’approccio Iyengar yoga si propone di preservare intatta l’impostazione originaria del fondatore.

Le attività del RIMYI, che accoglie ogni anno migliaia di allievi da tutto il mondo, con lunghe liste d’attesa, sono oggi portate avanti dalla figlia Gita e dal figlio Prashant Iyengar.

 

3 – K Pattabhi Jois Ashtanga Yoga Institute 

L’istituto fu fondato a Mysore con il nome di “Ashtanga Yoga Research Institute” nel 1948 da Pattabhi Jois (1915 – 2009), allievo di lunga data di T Krishnamacharya, da cui fu presto introdotto all’insegnamento e alla diffusione dello yoga.

Il metodo “ashtanga” messo a punto da Pattabhi Jois si basa su precise sequenze di posture, tra quelle che egli stesso aveva sperimentato sotto la guida di T Krishnamacharya, di cui la più comune è la prima serie “chikitsa” (per cura/ terapia/purificazione corporea). Tali sequenze sono pensate per la preparazione graduale del corpo alla meditazione – classicamente il termine ashtanga si riferisce invece agli otto (ashta) membri (anga) della filosofia yoga.

Le attività del KPJAYI, che accoglie ogni anno migliaia di allievi da tutto il mondo, con lunghe liste d’attesa, sono oggi seguite dal nipote Sharath Jois e dalla figlia di Pattabhi Jois, Saraswati.

Gli insegnanti formatisi sotto la guida Pattabhi Jois, indiani e non, certificati e non dal Kpjayi, sono presenti in tutto il mondo – tra cui segnaliamo BNS Iyengar (a Mysore) e Manju Jois (negli Stati Uniti) figlio di Pattabhi Jois.

 

4 – Kaivalyadhama Yoga Institute 

L’istituto, oggi con varie sedi in India, è stato creato nel 1951, come istituto “di sintesi culturale” yoga e di formazione di istruttori yoga secondo gli insegnamenti di Swami Kuvalyananda (1883-1966). Questi aveva fondato nel 1924 il “Kaivalyadhama Health and Yoga Research Center”, considerato precursore dell’istituto attuale, uno dei primi a porsi il compito di misurare scientificamente i benefici dello yoga.

L’istituto ha ottenuto negli anni attenzione e curiosità da parte della comunità medica internazionale e oggi ha ricevuto diversi riconoscimenti dal governo indiano, con la missione di favorire la diffusione dello yoga sia come stile di vita che come trattamento di cura in combinazione con le scienze mediche.

 

5 – Sivananda Yoga Vedanta Ashram Trust 

L’organizzazione è stata fondata nel 1978 a Trivandrum, come no profit da Swami Vishnudevananda (1927 -1993), che la intitolò al suo maestro Swami Sivananda Saraswati (Rishikesh, 1887-1963).

L’organizzazione si rifà al primo Sivananda Yoga Vedanta Centre, fondato in Canada nel 1957 da Swami Vishnudevananda, autore del primo libro illustrato di posture yoga nel 1959 “The Complete Illustrated Book of Yoga”.

L’istituto indiano offre la possibilità di sperimentare lo yoga come stile di vita con periodi di rigoroso ritiro, presso uno dei suoi centri. I ritiri sono strutturati sulla filosofia del fondatore attorno a cinque “punti di base: posture, pratiche di respirazione, pratiche rilassamento, dieta appropriata, pensiero positivo e meditazione”.

 

6 – Vivekananda Yoga Anusandhana Samsthana 

L’istituto ha oggi sede principale a Bangalore ed è stato fondato nel 1986 come organizzazione di ricerca non profit con l’obiettivo di rendere lo yoga una “scienza socialmente rilevante”.

Prendendo come riferimento la visione di Swami Vivekananda, l’istituto si propone di “combinare il meglio dell’Est (yoga e spiritualità) con il meglio dell’Ovest (ricerca scientifica moderna)”. Il VYASA lavora perciò in partnership con le università di oltre 30 paesi nel mondo e coopera regolarmente alla realizzazione di programmi di ricerca su yoga, terapia e scienza della mente.

L’ispiratore dell’istituto è Narendranath Dutta, divenuto poi noto come “Swami Vivekananda”. Fu il primo indiano a portare lo yoga in Occidente, al Parlamento mondiale delle religioni del 1893 e a scrivere un commentario in inglese sul testo Yoga Sutra di Patanjali (1896).

Originario di Calcutta, e discepolo di Ramakrishna (1836-1886), Swami Vivekananda fu sensibile alla causa d’indipendenza dell’India dai britannici e vide nei valori dello yoga un’opportunità per formare i giovani patrioti indiani e nel contempo raccogliere consensi in Occidente.

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Fonte fotografica: Il giornale dello Yoga.